Consacrazione Secolare


Una speranza nel mondo


 

Novità suscitate dallo Spirito

Com'è grande la «fantasia» dello Spirito Santo! Egli suscita continuamente nella Chiesa nuovi carismi: quando e per quanto tempo essi sono necessari; Egli conduce la Chiesa - e l'umanità - con una libertà sorprendente e meravigliosa; costantemente la rinnova con nuove forme di vita consacrata e nuova vitalità. Sin dal pontificato di Pio XII si è posta l'attenzione al mondo dei laici, diventata con il Concilio Vaticano II° quasi una passione della Chiesa. In questi ultimi anni c'è stato un fiorire costante di movimenti, di nuovi istituti, di nuove forme di spiritualità e di vita consacrata, per cui si fa fatica a classificare l'opera dello Spirito Santo dentro una struttura giuridica ben precisa.

Collaboratori della vittoria di Cristo

Non dobbiamo mai dimenticare che la nostra vita non si perde nel tempo e nello spazio, ma - piccola o grande, non importa - fa parte di uno straordinario mosaico, con un ruolo ben preciso: la vocazione particolare inserita nella vocazione universale. Spesso nella nostra esperienza personale emergono routine e scoraggiamento; insuccesso e precarietà.
Quando non vediamo alcun risultato, quando il male sembra trionfare sul bene, quando gli avvenimenti non vanno come vorremmo noi, quando non c'è un ricambio generazionale, quando solitudine, sofferenza, isolamento sembrano trionfare... è importante credere che la morte e resurrezione di Cristo hanno segnato la vittoria definitiva. Questa certezza dà senso ad ogni momento e ogni situazione della nostra vita. Ciò che è importante è essere fedeli sino alla morte, così collaboreremo alla vittoria di Cristo, vedremo e sperimenteremo il trionfo del Signore.

Laici consacrati

Nella Chiesa non è stata ancora sufficientemente approfondita l'importanza della vocazione laicale consacrata, con il suo valore e il suo dono straordinario.
In un mondo, da una parte globalizzato, dall'altra sempre più lontano da Dio, almeno apparentemente, il fermento della secolarità consacrata diventa sempre più importante. C'è bisogno di tener viva la fede, alimentando la speranza cristiana - che è certezza - in un Dio vincitore del mondo il cui trionfo sarà definitivo. In questo momento storico la vostra vocazione è un segno profetico per la Chiesa e per tutti gli uomini.

Nel cuore della storia

La vocazione secolare ha una risonanza straordinaria perché siete inseriti nel cuore della storia e lì, dall'interno, rinnovate insistentemente il mondo. Voi manifestate con la vostra vita una «diversità» che non è distacco, ma solidarietà e condivisione; è fiaccola che illumina, è - come dice Benedetto XVI - «bomba» di fede, di amore, di radicalità evangelica.
A quarant'anni dal Concilio, mi piace citare la Lumen Gentium (al n. 44): «Quanti sono consacrati con i consigli evangelici sono destinati ad attirare efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i doveri della vocazione cristiana». I religiosi in un modo, voi secolari consacrati con la caratteristica di essere inseriti come fermento nel cuore della storia, considerando l'umanità ambito per dire assoluta dedizione a Dio e alla causa dell'uomo.

Nel mondo di oggi

Oggi viviamo in un tempo di rapidissima evoluzione e comunicazione, di impressionanti cambiamenti sociali e religiosi (credenti, ma non praticanti) con un'impressionante crescita di «sette» religiose e un aumento straordinario della «magia», che vende certezze a basso prezzo.
Lo sviluppo della tecnica ha reso l'uomo sempre più autosufficiente, egli crede di non aver bisogno di Dio, fino a credersi Dio lui stesso. Eppure questo stesso uomo ha bisogno di sicurezze, gestisce lui la sua religiosità ricercando una spiritualità in forme religiose sensazionali o da falsi maestri specialisti del sacro magico che vendono certezze contraffatte, a basso prezzo.

Nelle sfide di oggi

È urgente ridare valore all'uomo credulone e ricollocarlo nell'ottica di Dio, facendo dell'uomo non uno «schiavo di Dio», ma un vero «amico di Dio», riscoprendo la vera umanità dell'uomo, vale a dire la sua capacità creatrice nel nome di Dio. Nella cultura globale di oggi occorre riaffermare la centralità dell'uomo e, senza rifiutare il progresso, riconoscere che la perfezione dell'uomo non è nell'auto creazione di sé, ma nel collocarsi in rapporto con Dio, realizzando, così, pienamente se stesso. Dio è trascendente (non si confonde con l'uomo), ma non è staccato dall'uomo, non è avulso dalla realtà.

Una sintesi straordinaria

Lo specifico dei consacrati secolari è quello di ricomporre la frattura creatasi tra uomo e Dio, tra fede e vita, fede e cultura... permettendo all'uomo di essere pienamente se stesso senza staccarsi da Dio. Compito dei consacrati secolari è vivere profondamente in se stessi la sintesi straordinaria di un pieno inserimento nel mondo e di una piena consacrazione a Dio. Siete chiamati ad essere fermento che agisce, con l'apostolato attivo, ma anche con la sola presenza, partecipando totalmente delle varie umanità, inseriti nei vari contesti: industriale, contadino, culturale, terziario, economico, politico... ovunque vive l'uomo voi ne condividete totalmente la vita vivendo totalmente il mistero di Dio.
Questa sintesi si realizza nel cuore di ciascuno attraverso il mistero di Cristo. «Fare di Cristo il cuore del mondo» attraverso ciascuno di voi, vivendo e riproponendo il mistero della croce. Cristo, morto e risorto, è il cuore del mondo. Perciò l'urgenza di oggi e di sempre, non è tanto il fare, ma il vivere Cristo. Non si evangelizza con le attività, ma vivendo la croce.
Vivere la radicalità della fede cristiana è vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo, è vivere la nostra intimità profonda con Gesù, crescendo e radicandoci in lui: vivere, cioè la radicalità dell'amore, accendendo e moltiplicando in ogni parte della terra fuochi che riscaldino e incendino con fiamme d'amore ogni situazione dove il freddo e il buio sono segni che portano alla morte.

Il rischio del cristiano

È chiaro che tutto ciò va a scontrarsi con la logica di un mondo dove prevalgono interessi, egoismi, guadagni... È il rischio della radicalità evangelica, il rischio del cristiano, a maggior ragione il rischio dei secolari consacrati: essere integrati o strumentalizzati o rigettati da un mondo sempre più lontano da Dio. Voi vivete la radicalità evangelica in povertà, come educazione ad uno spirito di sobrietà; castità, come libertà interiore per essere totalmente al servizio di Dio; obbedienza come ricerca costante della volontà del Signore.
Parafrasando San Leone Magno, vi esorto: «Consacrato secolare, riconosci la tua dignità, la tua vocazione e la tua missione»; ricordate le parole del Papa Paolo VI, un Papa molto attento agli Istituti secolari: «Gli Istituti Secolari nella Chiesa costituiscono una forma di particolare esemplarità perché vivono la vita secolare come consacrati e la vita consacrata come secolari». La vostra vocazione è vivere l'amore, l'amore di Dio che spinge all'amore per gli altri. Se non c'è la carità non ci può essere amore per gli altri. Il grande equivoco di oggi è pensare di amare e servire gli altri senza un amore profondo, senza l'amore di Dio che, sovrabbondante, ci rende capace di amare gli altri. Se non trasmettiamo la novità dell'amore di Dio, ci fermiamo a fare solo servizi sociali.
Non siamo chiamati a compiere servizi sociali straordinari, ma a far veicolare l'amore di Dio. Prendete coscienza che siete chiamati a vivere l'amore di Dio dovunque vi trovate. Ricordate il bel concetto di Martin Luther King: «Non importa che tu sia un grande albero in cima a una montagna o un filo d'erba sepolto nella valle, importante è che tu sia il meglio di quello che sei», questa è la santità.

Radicalità evangelica

Il tempo, gli anni che passano possono qualche volta farci abituare al sacro, farci adagiare spegnendo in noi la sete ardente dell'amore. Abbiamo bisogno di scoprire continuamente il Cristo. L'Eucaristia è la grande risorsa della radicalità dell'amore.
Interrogati, esaminati serenamente ma con verità: come va la tua preghiera? Quale è il tuo rapporto con Gesù nell'Eucaristia? Chi è Gesù veramente per te? E il tuo rapporto personale con Gesù? Che intimità hai con Lui? La gente può capirti o no, può emarginarti perché vai controcorrente, ma questa radicalità evangelica, per quanto dura e difficile, è necessaria, la dobbiamo vivere. Altrimenti siamo sale che non dà sapore, siamo luce spenta...

Testimoni coraggiosi

Chiediamo a Maria che ci dia la grazia di riscoprire la nostra vocazione, di stupirci sempre dinanzi alla novità del dono che ci è rinnovato e di camminare con umiltà e tenacia, senza mai smettere di ricercare Lui, Gesù; senza mai smettere di andare alle radici, all'essenziale, a ciò che caratterizza la nostra vocazione specifica, nel mondo, a servizio di Dio per la salvezza dell'umanità. Coscienti che possiamo entrare nel cuore della gente non per quello che diciamo, ma per quello che viviamo. Rendiamo lode con la nostra vita al Signore nostro Dio, che si è fatto servo per indicarci la strada dell'amore e dell'umiltà: ecco il nostro sacerdozio; rendiamo a Lui il servizio della nostra vita: ecco la nostra regalità; annunciatori e testimoni coraggiosi, che non temono nulla e nessuno perché Cristo è la loro forza, perché Cristo è tutto: ecco il nostro essere profeti.

Mons. Giovanni D'Ercole

 

 



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